La mia nuova energia: Reconnective Healing®

Buongiorno a tutti.

Oggi vi parlerò di Reconnective Healing®, un metodo di ribilanciamento energetico che produce un ritorno all’armonia, all’equilibrio, al nostro essere integri e ‘completi così come siamo’, metodo con cui ho avuto un progressivo approccio a partire dall’autunno 2019.

Progressivo, perché ho sentito il bisogno di approfondire l’argomento, per sua natura trascendente, in modo da potervi integrare una razionalità di fondo che mi appartiene – da segno di Terra quale sono, fortunatamente mitigato da un sensibile ascendente in Pesci.

[Qui saluto coloro che hanno interrotto la lettura: la premessa aveva lo scopo di selezionare l’audience di questo post semplicemente ponendomi come persona aperta a ‘nuove prospettive’].

Difatti, del tutto nuova è per me questa esplorazione, portata avanti con entusiasmo durante il periodo di lockdown e che mi ha condotto a una ulteriore tappa del mio infinito, variopinto percorso. Vediamo di cosa si tratta.

Il ritorno a uno stato di equilibrio ottimale dell’Essere a tutti i livelli (emotivo, mentale, fisico…), cui accennavo sopra, deriva dall’interazione del corpo con l’intero spettro delle frequenze energetiche di Reconnective Healing®, costituite da energia, luce e informazioni, per accedere alle quali l’unico strumento richiesto è l’attenzione dell’operatore alle sensazioni avvertite nelle proprie mani in relazione al campo magnetoelettrico della persona, senza che vi sia un contatto fisico fra di loro.

(Per inciso, l’accento non è sulle mani, che usiamo per ‘comodità’, ma sull’attenzione. Teniamolo a mente per futuri approfondimenti).

La Reconnective Healing®, dunque, ripristina la coerenza e l’armonia nella nostra vita e trasforma i nostri corpi, cuori, menti e anime – fisicamente, mentalmente, emotivamente, spiritualmente e in modi talora imprevisti o ritenuti impensabili.

I benefici maggiori della Reconnective Healing® si ricevono quando ci consentiamo di ‘liberare’ le aspettative, e di lasciare che le frequenze agiscano nella nostra vita senza attaccamento a un risultato specifico. 

Reconnective Healing® non è né una terapia né un trattamento, in quanto non si concentra sui sintomi; non richiede diagnosi, tecniche complesse, procedure o rituali elaborati, a differenza delle forme oggi conosciute di Energy Healing. Durante le sessioni, interagiamo semplicemente con le frequenze di Reconnective Healing®, generando benefici a tutti i livelli.

Queste nuove frequenze di guarigione ed evoluzione sono diventate note per la prima volta alla comunità scientifica quando sono state scoperte dal Dott. Eric Pearl.

 

Biografia del Dott. Eric Pearl.

 

Laureato in medicina chiropratica presso il Cleveland Chiropractic College di Los Angeles, il Dott. Eric Pearl dirigeva da dodici anni uno dei più importanti centri chiropratici di Los Angeles quando, nell’agosto del 1993, i suoi pazienti cominciarono a riferire di aver ricevuto notevoli miglioramenti in tutti i campi della loro vita, incluse delle eclatanti guarigioni fisiche, semplicemente mentre lui teneva le mani vicino a loro, senza che li toccasse fisicamente.

Accortosi di questo inaspettato potenziale, che appartiene a tutti noi e cui ha successivamente dato il nome di Reconnective Healing® (Guarigione Riconnettiva), Eric intraprese un percorso di ricerca alla scoperta della saggezza universale che permetteva che accadesse tutto ciò: la sua storia è raccontata, con piacevole ironia, nel libro THE RECONNECTION, GUARISCI GLI ALTRI GUARISCI TE STESSO, tradotto in  39 lingue, uno dei sei volumi da lui pubblicati in cui sono narrati, fra le altre cose, i miglioramenti dei suoi pazienti.

 

 

Oggi riconosciuta e supportata dalla scienza (ne parlerò in un prossimo articolo), la Reconnective Healing® facilita nelle persone guarigioni spesso istantanee e che possono durare una vita.

Sentendosi in un certo senso in dovere di insegnarla agli altri, con il suo lavoro Eric porta ‘la luce e l’informazione’ della Reconnective Healing® in tutto il mondo, insegnando come percepire e utilizzare queste frequenze nuove e a pieno spettro che sono presenti sul pianeta e che permettono di accedere a un nuovo livello energetico fino a poco tempo fa sconosciuto.

 

Eric Pearl ha partecipato a numerosi programmi televisivi negli USA e nel resto del mondo, è stato invitato a parlare alle Nazioni Unite ha tenuto un seminario in un gremito Madison Square Garden e le sue lezioni sono state pubblicate su numerose riviste, compreso il New York Times.

 

In Italia è stato più volte ospite di Sky TG24 e del Corriere della Sera.

 

Il desiderio di Eric è che un giorno tutti imparino ad accedere a questa capacità naturale e la usino per curare se stessi e gli altri, e che nasca una generazione spontanea di “operatori di Luce”, come lui stesso ama definirli. Ad oggi, gli operatori certificati sono circa 120 mila nel mondo.

 

Ne parleremo ancora.

Tanta Luce a Te,

Gioia

Operatrice Certificata di Reconnective Healing® – Reconnective Healing® Foundational Practitioner

Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

(da Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi, 2002)

Stamattina guidavo e, come sempre, quando guido a lungo, entro in uno stato ‘ricettivo’. A un certo punto ho ricevuto un download di pensiero. Due parole: ‘considero valore’, riemerse dalle nebbie degli anni di Università o poco più.

Limite di velocità 80 km/h con autovelox, sulla Via dei Monti Lepini. Per me è come stare fermi. Google, considero valore, Erri De Luca.


Erri-De-Luca

Mi emoziona più di prima, questa poesia. A distanza di anni, inoltre, la leggo con un’attenzione diversa.

I VALORI DETERMINANO LE NOSTRE SCELTE.

Quali sono i tuoi valori guida? Cos’è importante per te?

Prova a scriverli, ricordando che esistono VALORI MEZZO e VALORI FINE. Noi dobbiamo arrivare a cogliere l’essenza, ai VALORI FINE. Quelli per spiegare i quali non vi è altra parola possibile, o per i quali non vi è chiarezza più evidente nella pancia.

Ad esempio, Erri considera valore ogni forma di vita, così come ogni componente inanimata dell’ambiente e dell’Universo. Questi sono quindi alcuni dei suoi valori mezzo.

– Erri, quei valori come ti fanno sentire? Cosa provi riguardo a quei valori mezzo?

– Eh, Giò, questi valori mi fanno sentire felice e fortunato di essere al mondo.

– Cosa intendi esattamente per felice e fortunato? Cosa provi quando ti senti felice e fortunato di vivere?

– Eh, Giò. Gratitudine.

GRATITUDINE. L’ultimo anello di questa catena… Ecco un VALORE FINE di Erri.

– Erri, consideri valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato: come mai metti insieme elementi così diversi?

– Giò, qua parlo del valore delle scelte e del cammino individuale di ognuno. Tutti cammini diversi perché la vita è vita e ognuno ha la sua, e tutte le vite sono degne e piene di significato!

– Erri, e tu cosa provi rispetto a questo concetto che tutte le vite sono degne e piene di significato? Come ti fa sentire?

– Giò, libero. Mi fa sentire libero e ‘a posto’. E mi fa amare tutti gli altri.

– Erri, cosa ti dà sentirti libero e amare tutti?

– La libertà!

LIBERTÀ: un altro VALORE FINE di Erri.

P.S.: Erri, La prego di non invocare per me il T.S.O. Sentiamoci prima :-).

Manifesta il tuo destino: Quali sono i tuoi valori? Cos’è importante, per te, in questo momento? Una volta che li avrai chiariti disporrai di uno strumento efficace per aiutarti nelle decisioni difficili, semplicemente chiedendoti se la scelta risponde a quei valori o se te ne allontana.

Tanta gioia a Te,

Gioia

 

Biografia di Erri De Luca.

Erri De Luca nasce a Napoli il 20 maggio 1950. A diciotto anni si trasferisce a Roma dove entra nel movimento politico Lotta Continua, divenendone uno dei dirigenti attivi durante gli anni Settanta.In seguito svolge diversi mestieri umili spostandosi molto, sia in Italia che all’estero.Durante la guerra nei territori della ex-Jugoslavia è autista di convogli umanitari destinati alle popolazioni sofferenti.Come autodidatta approfondisce lo studio di diverse lingue; tra queste c’è l’ebraico antico, dal quale traduce alcuni testi della Bibbia. Lo scopo delle cosiddette “traduzioni di servizio” di Erri – apprezzate anche dai più eminenti specialisti del settore – non è quello di fornire un testo biblico in lingua accessibile oppure elegante, bensì di tradurlo nella maniera più aderente possibile all’originale ebraico.

Come scrittore pubblica il suo primo libro nel 1989, quando ha quasi quarant’anni: il titolo è “Non ora, non qui” e si tratta di una rievocazione della propria infanzia trascorsa a Napoli. Negli anni successivi pubblica numerosi libri. Dal 1994 al 2002 i suoi lavori vengono regolarmente tradotti in lingua francese.

Erri De Luca è anche collaboratore di diverse importanti testate giornalistiche tra cui “La Repubblica”, “Il Corriere Della Sera”, “Il Manifesto”, “L’Avvenire”. Oltre ad essere opinionista è anche un appassionato reporter sul tema della montagna: De Luca è infatti molto conosciuto nel mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva. Nel 2002 è il primo ultracinquantenne a superare una parete con grado di difficoltà 8b, alla Grotta dell’Arenauta di Sperlonga (8b+). Nel 2005 compie una spedizione sull’Himalaya con l’amica Nives Meroi, che poi narra nel libro “Sulla traccia di Nives”.

Erri De Luca è uno straordinario e prolifico scrittore: tra poesie, saggi, narrativa e testi teatrali ha scritto e pubblicato oltre 60 opere.

 

Own your first page!

Okay, adesso non fare il purista perché ho scritto il titolo in inglese. Suona meglio, è più efficace che in italiano. Il senso è: “possiedi la tua prima pagina”, “abbine il controllo”.
Ma di che pagina stiamo parlando? Di Google.

Sì, perché se sei almeno un po’ ‘social’, ossia se è da un po’ che usi i social media, è probabile che tu abbia lasciato diverse tracce su Internet.
OWNING YOUR FIRST PAGE, avere il controllo della prima pagina di Google, significa che i risultati della ricerca relativa alla tua persona che compaiono nella prima schermata devono essere qualcosa di positivo, che rimandino un’immagine di te pulita, professionale. Perché al giorno d’oggi è da qui che comincia la valutazione di te.

Che si tratti di un professionista delle risorse umane curioso di conoscerti meglio, che sia un potenziale cliente che sta decidendo se sei la persona che fa per lui, che sia una persona cui interessi per altre ragioni ed è a conoscenza del tuo nome e cognome… beh, è fondamentale che tu abbia il controllo di cosa viene fuori in prima pagina. Il personal branding – ossia gestire la propria immagine come un ‘prodotto di marca’ da promuovere nel modo migliore, è un’attività apparentemente superflua, ma in realtà importante.

Puoi sapere che immagine stai dando di te ‘googolando’ il tuo nome e cognome, ossia facendo la ricerca su Google.

Esempio: Gioia Magliozzi – about 23.000 results in 0.23 seconds.

Fai una prova tu stesso, adesso! CLICCA QUI

… Fatto? Com’è andata?

Ti sei vergognato di qualcosa? Accidenti! Bisogna correre ai ripari.
Non è venuto fuori quasi niente? La mia opinione è che, se sei un professionista, un manager o se svolgi un’attività nel settore dei servizi, pubblici e non, del commercio ecc.,  se non c’è nulla di te su Google vuol dire che stai donando poco di te al mondo. Quando cerco informazioni su persone del mio settore e non trovo nulla, mi insospettisco e dò loro poco credito. Ma ognuno è libero di fare quel che preferisce.

Se invece c’è davvero qualcosa di inutile o fastidioso e vuoi liberartene, cerca di comprenderne l’origine: spesso si tratta dei tuoi stessi post di Facebook, Instagram e Twitter, catturati in maniera random e immortalati per un periodo. Hai una chance di farli fuori se li vai a cancellare direttamente dalle tue pagine: dopo qualche giorno verranno sostituiti da contenuti più recenti e – a questo punto – più ponderati.

Sono commenti a blog? Più difficile eliminarli, ma non impossibile: scrivi al blogger e chiedi la cortesia di cancellare il tuo commento per motivi di privacy. Non ti diranno di no. Tuttalpiù, il sito è defunto e il commento resterà in eterno. Ma ancora si può fare qualcosa: far ‘scalare’ il risultato di ricerca sempre più in basso, immettendo contenuti intelligenti che si vadano a piazzare più in alto nella pagina, fino a far transitare le ‘brutture’ come minimo in seconda.

In generale è proprio questa la chiave per possedere la prima pagina: apri tutti i profili social, YouTube o blog che riesci a gestire, condividendo attraverso essi materiale utile, anche spiritoso ma pulito (che parli di te in modo positivo, insomma!); iscriviti a piattaforme di corsi on-line, di condivisione foto gratuite (e non c’è bisogno poi di contribuire, basta registrarsi), di associazioni varie e vedrai che con un po’ di pazienza avrai il controllo della tua prima pagina.

Poi, è come un giardino che va coltivato, controllandolo regolarmente ed estirpando la gramigna. Personalmente ho più foto di quante ne vorrei, su Google: mi sono accorta troppo tardi che esistono degli aggregatori di foto IG che, attraverso i geotag, specie di locali, catturano le foto pubblicate sui social ed è praticamente impossibile cancellarle, anche andandole ad eliminare dalle tue pagine.

Insomma, per avere una adeguata presenza online senza controindicazioni per la tua immagine, occorre soltanto un po’ d’attenzione.

Personalmente mi domando sempre, prima di postare qualcosa, cosa penserebbero di me, in base alla qualità dei miei contributi:

  1. mia madre 🙂
  2. la persona per me più importante a lavoro
  3. una persona che di me non sappia assolutamente nulla.

E adesso, buon divertimento!

Tanta gioia a Te,

Gioia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: