Corso di scrittura. Lezione n° 1: L’origine della scrittura – L’alfabeto italiano

Italian language in the world. Español: Idioma...
Lingua italiana nel mondo (Photo credit: Wikipedia)

L’origine della scrittura.

L’uomo ha sempre sentito la necessità di comunicare non solo con gli uomini che vivono insieme a lui, ma  anche con quelli lontani, là dove la voce non può arrivare. E ha sempre desiderato lasciare il ricordo di sé (delle sue azioni, dei suoi pensieri, delle sue decisioni) alle generazioni future.

«Verba volant, scripta manent»: le parole volano, gli scritti restano, dicevano i latini.

Spinti dalla necessità e dal desiderio, quindi, gli uomini hanno inventato la scrittura, cioè il modo di rappresentare con particolari segni scritti, (le lettere dell’alfabeto) i fonemi della loro lingua: bastava far corrispondere esattamente ad ogni fonema una particolare lettera (o, ancor meglio, grafèma, che deriva da una parola greca, gràfo, che vuol dire appunto «scrivere». Per cui il significato di grafèma è quello di elemento della scrittura).

L’alfabeto italiano.

L’alfabeto della lingua italiana, che ben conosciamo, è composto di 21 lettere (o grafemi). Di ciascuno vi è la versione minuscola e la maiuscola.

E’ importante conoscere anche altri 5 grafemi che sono stati presi da altri alfabeti e che ci servono a trascrivere parole straniere:

–          j J        (i lunga)

–          k K       (kappa)

–          w W    (doppia w)

–          x  X      (ics)

–          y Y       (ipsilon).

Eppure, neanche integrato con i 5 grafemi stranieri, è un alfabeto perfetto. L’alfabeto ideale dovrebbe far corrispondere ad ogni fonema uno, e un solo segno scritto (lettera o grafema), mentre questa corrispondenza non sempre esiste.

Ad esempio, l’alfabeto italiano è manchevole in sei casi perché fa corrispondere una sola lettera a due fonemi:

–          c (c , k) ->  Es. ciao, cane

–          e (é , è)

–          g (ğ dolce , g dura) -> Es. gelato, gatto

–          o (ó , ò)

–          s (s sonora, s sorda) – > Es. rosa, sale

–          z (z sonora, z sorda) -> Es. benzina, azione

E’ invece sovrabbondante perché ha un grafema h cui non corrisponde nessun fonema, e ha il grafema q, doppione inutile di k+u.

Infine non possiede una singola lettera per i fonemi gn, gl (+i), sc (+e, i) e li scrive con due o tre lettere: gn, gli, sce, sci.

Tuttavia, nonostante questi difetti, il nostro alfabeto è uno dei migliori, e funziona in modo soddisfacente.

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E tu: sei orgoglioso della tua lingua? Ti piacerebbe imparare a scrivere davvero bene? Siamo appena agli inizi, c’è tantissimo da fare.

Intanto, puoi scaricare la versione stampabile della Lezione di scrittura n° 1 e ci leggiamo alla Lezione n° 2.

Buona scrittura e tanta gioia a tutti,

Gioia

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Pubblicato da Gioia Magliozzi | Life & Career Coach | Reconnective Healing® Foundational Practitioner

Life & Career Coach, socio AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) e Reconnective Healing® Foundational Practitioner. Oggi mi sento una ‘Catalizzatrice’, ossia un mezzo che facilita e accelera chi voglia vivere la migliore versione di sé stesso. La mia fonte di realizzazione più grande è quella di accompagnare donne e ragazze nel viaggio verso la piena espressione delle proprie potenzialità e un’elevata qualità della vita personale e professionale. Accanto a una Laurea in lingue e letterature straniere e a un corso post-laurea in Economia e gestione d’azienda, ho conseguito un Master in Life & Career Coaching (blog www.nomenomen.biz) e i certificati di Reconnective Healing® Foundational Practitioner e The Reconnection®-Certified Practitioner. (Visita il sito www.gioiamagliozzi.it per saperne di più). Membro della International Society of Female Professionals. Sono madre di due adolescenti, che è la sfida più grande di tutte.

10 pensieri riguardo “Corso di scrittura. Lezione n° 1: L’origine della scrittura – L’alfabeto italiano

  1. Ciao, ho bisogno di questo corso, perchè ho il complesso di non sapermi esprimere bene anche se errori grossolani di italianon non li faccio.

  2. Giuseppe: ascolta mentre dici ad alta voce la frase. Le pause brevi sono indicate dalle virgole. Le lunghe dal punto, soprattutto se cambi il soggetto della frase.
    Es. “Domani, se non piove, andrò a mare con Andrea. Forse verrà anche Giovanni.”
    Molti giornalisti stanno abbondando con i punti: questo crea uno stile telegrafico, incalzante, che talora spinge in avanti a ricercare il senso del testo. Quindi, alle brutte, metti un punto. La frase minima è costituita da un soggetto e da un verbo, quindi, sentiti tranquillo se metti un punto. 🙂
    “Io vado. Ho caldo. Ma domani pioverà”.

  3. Grazie! Ho sto imparando il italiano, sono cileno. Posso capire un po, ma credo faccio molti errori quando scrivo. Mi piace questo sito per migliorare!

  4. Caro Mattia, il corso è ormai passato, risale a diversi anni fa… Sul mio sito gli articoli dedicati sono persino non più visibili. Per curiosità, che tipo di supporto ti occorrerebbe? Ciao, Gioia

Commenti

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