Corso di scrittura. Lezione n° 2: Dittonghi, trittonghi, iato

Un esempio di dittongo (photo credit Garamond.it)

Dittonghi, trittonghi, iato.

Quando parliamo, i suoni che emettiamo si concatenano tra loro in successioni continue o intervallate da pause. Notiamo che:

  •  le vocali a, e, o seguite o precedute da i, u si pronunciano con una sola emissione di voce, se esse sono accentate (cioè se la voce le pronuncia con particolare intensità). In questo caso abbiamo un dittongo:

ài (mài), òi (pòi), èi (rèi), èu (èuro), (fto), (chdo), (fle), (gsto), (sra), (qrcia).

(N.B.: i dittonghi e si pronunciano generalmente con la vocale aperta. Indovina però quale parola in sardo deriva del nome Nùgoro, e la pronuncia corretta mantiene l’accento iniziale sulla “u”. Nùoro, e non Nuòro).

Anche i e u, fra di loro, formano dittongo, quando si incontrano e una di esse è accentata:

(fme), (gda).

  •  Le stesse tre vocali a, e o seguite e precedute da i, u, si pronunciano con una sola emissione di voce, se esse sono accentate. In questo caso abbiamo un trittongo:

iài (lasciài), uòi (buòi), ièi (mièi), uài (guài) ecc.

  •   Se, nell’incontro di a, e, o con i, u, sono queste ultime due vocali a portare l’accento, il gruppo non si pronuncia più con una sola emissione di voce, ma abbiamo uno “stacco” leggero, nella pronuncia, fra una vocale e l’altra: vì-a, farmacì-a, oblì-o, pa-ùra ecc.

Questo stacco si chiama iato (da una parola latina, hiatus, che significa «apertura» e quindi «separazione»).

Lo iato si verifica anche nell’incontro tra le altre vocali: bo-àto, ò-asi, ma-èstro, le-óne ecc.

 

Queste sono le regole generali. Esistono delle eccezioni, sulle quali non è il caso di insistere troppo.  Solo un esempio: lo iato si verifica anche quando i, u, pur non portando l’accento, derivano da i, u accentate: vi-aggio (perché deriva da vì-a); pa-uroso (perché deriva da pa-ùra).

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Lezione breve, ma intensa.

Ti starai chiedendo: ma non dovevamo parlare di “scrittura”? I fenomeni che abbiamo descritto riguardano la voce!

Vero, ma conoscerli ci aiuterà nella divisione in sillabe, di cui parleremo alla Lezione n° 3.

Intanto, puoi scaricare la versione stampabile della Lezione di scrittura n° 2  e… alla prossima!

Buona scrittura e tanta gioia a tutti,

Gioia

P.S.: Avete notato che la parola iato contiene un dittongo?

P.P.S.: “I-scri-vi-ti a nomenOmen”, in homepage in basso a sinistra 🙂

 

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. nicola ha detto:

    Articolo molto interessante di sicuro non sempre i soliti consigli triti e ritriti grazie per lo spunto.

    Mi piace

  2. Gioia Magliozzi ha detto:

    L’ha ribloggato su nomenOmen.

    Mi piace

Commenti

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