5 cose per cui provare gratitudine: un gioco… serio

La legge di attrazione fondamentalmente afferma che la tua mente è come un magnete: qualunque cosa su cui ti concentri, la attrai nella tua vita.

E, ancora, possiamo paragonare la mente a un terreno fertile: se vi semini piante buone, e le coltivi con costanza e cura, al momento giusto raccoglierai quel che hai seminato. Se lasci che resti alla mercé di quel che ti capita, piuttosto che selezionare ciò che vi si deposita, essa verrà infestata da gramigna ed erbacce inutili. In altre parole, negatività, pessimismo e cinismo priveranno di spazio e nutrimento ciò che di buono vi era o vi poteva essere e prenderanno il sopravvento.

Naturalmente, questo funziona sia positivamente che negativamente: ad esempio, se pensi costantemente a quel che ti manca, continuerai ad attrarre ‘mancanza’ e un senso di malcontento e frustrazione; se pensi di continuo alla malattia, attrarrai cattive condizioni di salute; se invece pensi ogni giorno all’abbondanza e al fatto che l’Universo gioca a tuo favore, attirerai opportunità e altri elementi di prosperità nella tua vita.

Nei numerosi studi condotti per individuare quali siano i tratti psicologici delle persone di successo, uno dei fattori ricorrenti è il sentimento della GRATITUDINE. Le persone che esprimono gratitudine sono felici.

Attenzione: non sto dicendo che una persona esprima gratitudine perché è felice, ma che diventa felice nel momento in cui ricerca costantemente nella sua vita motivi per cui essere grato, il che ne attrae sempre più, in un circolo virtuoso che conduce alla felicità.

In altre parole, quando sei grato anche per le piccole cose, letteralmente attrai più motivi per cui essere grato: è quella che si suol chiamare ‘la legge di attrazione in azione’.

Non è un caso se personaggi famosi come Oprah Winfrey sostengono che la decisione più importante che abbiano preso nella loro vita, per il miglioramento delle loro condizioni in ogni ambito, sia stata quella di cominciare volontariamente manifestare gratitudine, anche per le cose più piccole.

Personalmente, ho cominciato a scrivere un ‘diario della gratitudine’ da inizio Maggio 2018 e devo ammettere di aver subìto un’accelerazione potentissima nella mia vita, da quel momento.

Ogni mattina, mentre prendo il caffè, scrivo 5 cose di cui sono grata: non necessariamente devono essere cose concrete o oggettivamente importanti, purché io faccia il piccolo sforzo di trovarle. E, giuro, si trovano. Fosse anche solo l’aria fresca del mattino, il profumo stesso del caffè, o un video motivante trovato su YouTube, e i bambini che dormono placidamente di là, in cameretta.

Fare questo semplice esercizio ti sintonizza su una frequenza di positività e ti consente di affrontare la giornata da protagonista, invece che subirla in base all’umore con cui ti sei svegliato (che poi non ti ci svegli, in realtà: si forma a partire dai primissimi pensieri che formuli. Possiamo imparare a gestire anche quel momento: ne riparleremo…).

Ti sfido a fare questo esercizio a partire da domani: prendi un taccuino o un quadernetto e ogni mattina scrivi 5 cose per cui essere grato.

Fallo sempre: che diventi un rito, insieme al tuo caffè… non sai quanto bene ti farà. Prova per una settimana e lascia i tuoi commenti qua sotto: sono curiosa. Vedrai che non riuscirai più a farne a meno. Io mi porto i miei quadernetti ovunque!

P.S. È vero anche il contrario: quando ti lamenti attrai più ragioni per cui lamentarti. Decidi fermamente di non sprecare più le tue energie per la lamentela, per condividere cose negative. Decidi di non nutrirle più col dono del tuo tempo e dell’attenzione, bensì sposta il focus su quello che c’è di positivo nelle situazioni che vivi.

Non è sempre facile, ma è il dono più grande che tu possa farti: scegliere, in ogni momento, di usare PAROLE POSITIVE per descrivere la tua vita. La parola è magia.

Tanta gioia a Te.

Grazie-1

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alfredo ha detto:

    Premesso che trovo sempre un fatto lodevole sensibilizzare e sensibilizzarci sul non dare per scontato, come spesso avviene, le “cose belle” della vita e dargli la giusta rilevanza, ma volevo fare un appunto sul concetto di think positive, riportando quello che è il risultato degli studi ventennali sulla scienza motivazionale
    di Gabriel Ottingen, sfociati in “Io non penso positivo” dove sostiene di fatto che il pensiero positivo non funziona, o almeno non funziona soprattutto quando gli ostacoli da superare sono abbastanza rilevanti, in quanto pensare positivo fa sì che sprechiamo le maggiori energie in quelli che lei definisce il desiderio ed il risultato concreto, trascurando la concretezza dell ostacolo ed il piano per superarlo.
    In sintesi, il pensiero positivo seleziona gli aspetti positivi della realtà, ma sappiamo invece che la realtà è molto, ma molto più complessa e per realizzare veramente i nostri progetti, dal più piccolo al più grande, dovremmo guardarla tutta nella sua completa interezza.

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