Invictus, invicta

Photo by Johannes Plenio from Pexels

 

Ero al liceo, mi ricordo, quando per la prima volta mi sono imbattuta in questa poesia.

Me ne sono innamorata e l’ho imparata a memoria. Beh, più che altro ho imparato la prima e l’ultima strofa, quelle più facili per un non-native speaker: ritmiche, rimate e… che dicono tutto.

Invictus“, del poeta inglese William Ernest Henley.

“Invitto”, “mai vinto”, “mai sconfitto”.

Recentemente ho saputo che Oprah Winfrey, durante la sua infanzia, l’ha recitata a uno spettacolo di bambini senza quasi comprenderne il significato e che, senza volerlo, le due ultime righe le hanno risuonato dentro sempre, fino a quando è riuscita a dare un senso a tutto il testo.

Ma ancor più mi ha esaltato scoprire che è la poesia che Nelson Mandela ha utilizzato per alleviare i suoi 26 anni di prigionia durante l’apartheid… È la consapevolezza di essere ‘invitto’, mai sconfitto.

Leggiamola insieme:

Out of the night that covers me,
Black as the pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds and shall find me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll,
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

Non è un inglese facile, vero?

Leggiamone la traduzione, allora.

Dal profondo della notte che mi avvolge,

Nera come un pozzo da un polo all’altro,

Ringrazio qualunque dio esista

Per la mia anima invincibile.

Nella feroce morsa delle circostanze

Non ho arretrato né gridato.

Sotto i colpi d’ascia della sorte

Il mio capo è sanguinante, ma non piegato.

Oltre questo luogo d’ira e lacrime

Incombe il solo orrore delle ombre,

E ancora la minaccia degli anni

Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,

Quanto piena di castighi la vita,

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

Io sono il padrone del mio destino:

Io sono il capitano della mia anima.

E ho detto tutto.

Ti risparmio il racconto di quanto queste parole mi abbiano incoraggiato in alcuni momenti difficili della mia vita (sempre perché NON INTENDO ALIMENTARE PENSIERI NEGATIVI – energy flows where attention goes – vedi homepage).

E non nascondo si sentirmi … felicemente predestinata! 🙂

Nelson Mandela, Oprah Winfrey, e io… l’INVICTA! Oddio, più che altro mi sembra la pubblicità di uno zaino.

Quello che portavo al liceo, il Jolly giallo. Al liceo dov’è cominciato tutto.

Tanta gioia a Te,

Gioia

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