L’uso improprio dell’amore

Immagina un pomeriggio, di quelli che tuo figlio undicenne – iperattivo moderato – è meno moderato che mai, e per fare due compiti messi in croce ti manda al manicomio.

Scoraggiata e dispiaciuta per averlo trattato particolarmente male, incapace di gestirlo almeno tanto quanto lui ben gestisce me emotivamente, dal divano mi alzo e prendo l’ultimo numero di ‘Grazia’, comprato in autogrill a un euro, proprio perché costava un euro.

Apro a caso e incontro lei – non la conosco: un viso di donna, matura e dolcissima, e leggo l’intervista.

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La pagina di ‘Grazia’, che custodisco nel mio diario.

Carla Vangelista, così si chiama, è scrittrice e sceneggiatrice. Il bestseller ‘Parlami d’amore’ (e relativo film), lo ha firmato lei insieme al compagno e regista Silvio Muccino.

È tornata a pubblicare un romanzo, ‘L’uso improprio dell’amore, dopo un difficile periodo della sua vita di cui, nell’intervista, parla con una delicatezza e una sensibilità che me l’hanno fatta amare da subito.

Ciò che mi ha fatto desiderare di conoscerla di persona, però, è stata la risposta alle due domande della giornalista Stefania Rossotti.

“Lei che cambiamenti ha fatto per amore?”.

Ho imparato a tenere sotto controllo le mie paure e le mie nevrosi. […] Ho accettato il rischio di soffrire.

“E’ una decisione che vale per tutti i tipi d’amore?”.

Certo. Anche e soprattutto quello per i figli. Per il mio, che oggi ha 36 anni, ho dovuto perdere tante parti di me, oppure trasformarle.

E in quel pomeriggio, certe parole sono scese come un balsamo sul mio cuore ferito, e percepite anche un po’ come un ‘segno’. La sofferenza è connaturata all’amore, e mio figlio mi sta costringendo a mettere in gioco tutto, di me, a trasformare quelle spigolosità che, caratterialmente, mi appartengono.

‘L’uso improprio dell’amore’, edito da Harper Collins, racconta di un amore che si fa scoprire, contro ogni intenzione, da due persone molto distanti per vita e per modo di essere. Una passione che si snoda intorno alle pagine di un libro erotico lasciato, casualmente, in un taxi.

Ma noi sappiamo che nulla, nella vita, avviene a caso. Come ritengo non sia stato casuale conoscere Carla quel pomeriggio, in quelle circostanze.

P.S. Ho comprato, a una presentazione a Roma, più copie del libro: una per me, altre per chi mi sembrava potesse trarne ispirazione. Ma la cosa notevole è che attraverso quel romanzo ho ripreso a leggere narrativa, finalmente, dopo anni di sola saggistica.

Grazie, Carla. Spero di rincontrarti presto.

Carla Vangelista con Silvio Muccino e Maria Cristina Maselli alla presentazione del suo libro presso la libreria ‘I granai’, a Roma
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Carla e… un suo amico, Massimo Giletti. Io, impropriamente, a sinistra nella foto.
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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. blogdimarysite ha detto:

    Grazie per la stimolazione, l’amore a volte è così astratto che parlarne diventa difficile.
    Questa versione dell’amore rimette in gioco una vita, una madre !

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    1. Gioia Magliozzi ha detto:

      Grazie a te, Marina, per la riflessione. Immagino sia una mamma anche tu…
      P.S.: nell’intervista emerge questo aspetto, mentre nel romanzo l’amore si manifesta con dimensioni diverse. 😊
      Buona befana!

      Piace a 1 persona

Commenti

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