Serendipity

il

Ti sarà capitato, a volte, di trovare quello che non ti aspettavi.

Ad esempio: vai in libreria per comprare un libro e ne esci con un altro, imprevisto, che ti cambia la vita (mi è accaduto con questo…

per il quale ho abbracciato il veganismo per oltre due anni); o esci per vedere una persona e fai un incontro inaspettato; o, ancora, cerchi del materiale specifico su Internet e ti ritrovi ad aprire un filone del tutto nuovo della tua ricerca.

Insomma, siamo nel mare magnum delle ‘coincidenze’ ma con qualche specificità:

serendipità, precisamente, indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un’altra.

Non tutti sanno che l’origine del termine ha un DNA parzialmente italiano.

Nel 1557, a Venezia, Michele Tramezzino scrive la fiaba Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo, ispirata a una fiaba persiana del 1300. Serendip è il nome persiano dello Sri Lanka.

La storia diviene nota due secoli dopo attraverso la versione inglese The Three Princes of Serendip da cui Horace Walpole ruba e conia il termine serendipity, quando racconta in una lettera a un amico di una “stupida fiaba magica” da lui letta, in cui tre prìncipi, per caso e sagacità, mentre viaggiavano, scoprivano diverse cose di cui non erano in cerca.

Nella scienza si intende per serendipità il misto di casualità ed intuizione che porta il ricercatore a fare scoperte importanti mentre stava cercando altro.

In economia la serendipità è una qualità altamente riconosciuta nell’area dell’innovazione dai manager e dalle imprese giapponesi, ed è definita da Ikujiro Nonaka come la capacità di «intercettare le riflessioni, intuizioni, impressioni personali dei singoli lavoratori e metterle al servizio dell’intera società, provandone l’efficacia nel contesto d’impresa» (HBR, Nov.–Dic. 1991, p. 94).

Una simpatica espressione per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe:

«La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.»

Fare scoperte fortunate e impreviste richiede una predisposizione e uno stato d’animo particolari, adatti ad accogliere intuizioni e piccoli piaceri inaspettati.

Questa attitudine è favorita da alcune condizioni e impedita da altre. La fretta è la condizione che più ostacola la serendipità. Il sovraccarico di impegni anche. Ansia, confusione e stress la azzerano.

La serendipità ha invece, come prerequisiti, la lentezza, il silenzio interiore, una serenità e positività di fondo, la predisposizione ad accettare il fatto che in ogni aspetto della vita reale è insito qualche elemento di casualità.

Ieri mattina ero molto centrata e serena, fluivo Amore incondizionato, l’Universo l’ha visto e si è divertito a giocare con me.

In autostrada ho incontrato almeno quattro targhe con le cifre 000, una 999, due 444, un 555, un 777 (camion), due 111, un 222 dallo specchietto retrovisore (vedi ‘Accordi Interni’ per approfondire), e io ridevo e dicevo ‘basta, ti prego! non è possibile!’, e Lui continuava per puro divertimento, per farmi entrare in testa che

NON C’È VIRTUALMENTE LIMITE AL BENESSERE, ALLA FELICITÀ POSSIBILE, ALL’ABBONDANZA, ALLA GIOIA IN QUESTA VITA: BASTA ESSERE RICETTIVI LASCIANDO APERTE LE VALVOLE DEL CUORE.

Tanta gioia a Te.

Gioia

 

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