Come scrivere un Curriculum Vitae eccellente!

Scrivere un Curriculum Vitae all’epoca di LinkedIn sembra roba d’altri tempi. Eppure, anche se negli anni è cambiato per forma e  contenuto, il CV è vivo, vegeto e soprattutto è sempre necessario come “biglietto da visita” per ogni azienda da cui tu voglia farti conoscere.

Allora: come scrivere un eccellente CV?

Ecco alcuni consigli.

Occhio alla struttura

Chi, come me, ha un’età per cui il primo curriculum l’ha scritto quando il World Wide Web era appena nato (6 agosto 1991, giorno in cui l’informatico inglese Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web), si accorge subito che il CV si è molto alleggerito rispetto al passato. Si è fatto più sintetico e intuitivo. Perché?

Perché le statistiche dicono che un selezionatore esperto dedichi non più di 10 minuti per analizzare un curriculum. Un professionista sa dove reperire velocemente le informazioni rilevanti; nei colloqui successivi verrà poi dedicato più tempo alla valutazione del candidato. Ora che  lo sai, devi strutturare il CV di conseguenza.  L’applicazione Europass del CEDEFOP (Centro Europeo per lo Sviluppo della Formazione Professionale), ti consente di scrivere e pubblicare il tuo CV a livello europeo seguendo la struttura:

INFORMAZIONI PERSONALI

ESPERIENZA PROFESSIONALE

ISTRUZIONE E FORMAZIONE

COMPETENZE PERSONALI 

Lingua madre

Lingue straniere

Competenze comunicative

Competenze organizzative e gestionali

Competenze professionali

Informazioni aggiuntive.

Puoi provarci e in seguito scaricare il prodotto finito.

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Cura la tua immagine

Per una frazione del tempo dedicato all’analisi del CV, gli occhi del recruiter si poseranno anche sulla tua foto (non è obbligatorio inserirla ma, se tutti i social network richiedono una foto del profilo, non vedo per quale timidezza in un Curriculum Vitae andrebbe omessa. Oddio, personalmente ho avuto delle remore a farlo su CV cartaceo, prima dello ‘sdoganamento’ delle immagini apportato dai social, temendo di essere giudicata per l’aspetto più che per i titoli). Ma mettiamocela.

Occorre quindi scegliere una foto che in pochi istanti trasmetta un messaggio positivo su di te. Deve essere recente e #nofilter, preferibilmente con sfondo neutro. Il ritratto dovrebbe occupare più della metà dello spazio della fotografia. Infine, scegli un look sobrio, e sorridi.

Cheese!

colorful-colors-colourful-1882309… Ehm. Non così.

Sii sincero

Probabilmente nessuno ti chiederà mai i certificati ‘cartacei’ a dimostrazione delle informazioni che hai fornito. Ma se pensi che millantare un titolo che non possiedi ti aiuti ad avere maggiori possibilità, potresti in seguito cadere in contraddizione o essere casualmente smascherato – e così perdere quella credibilità tanto difficile da acquistare. Fermo restando che potresti essere un campione in una certa attività senza necessariamente averne un titolo formale: lì sta a te farlo vedere, capire, riconoscere.

Le bugie più ricorrenti? Il titolo di studio, le lingue straniere conosciute – con il termine ‘scolastico’ che aiuta a barcamenarsi fra verità e menzogna :), la posizione lavorativa attuale (c’è una profusione di manager e head, in giro, che la metà basta), la RAL (retribuzione annuale lorda… ad avercela!) e gli hobby (volontariato compreso).

Personalmente ho sempre barato sull’attitudine al lavoro di squadra. Mi costituisco: sono un lupo solitario e ballo da sola.

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Abbi fiducia

Così come nessuno nasce imparato, nessuno nasce… lavorato. Per poter inserire esperienze in un CV, devi prima farle.

Se hai appena terminato gli studi e ti sembra di avere un curriculum povero, o sei frustrato perché ti senti in una gabbia di matti (vorresti impiegarti ma non ti impiegano perché non sei mai stato impiegato), ricordati che in questa fase è spendibile ogni altra attività tu abbia svolto. Dog-sitter, clown negli ospedali, cameriere: tutto serve a raccontare chi sei veramente.

Per inciso: durante il mio corso post-laurea in ‘Economia e gestione d’azienda’, l’Università inviò il mio CV ad una società cui il mio profilo poteva risultare interessante. Ebbene, il Responsabile Ufficio Stampa in seguito mi confidò che mi aveva scelto come assistente perché avevo indicato, nel mio magro CV, l’esperienza di ‘cameriera in un pub’. Questo gli era sembrato sintomatico di una persona che ha voglia di mettersi in gioco e non disdegna il lavoro duro. Chi lo avrebbe mai detto?

Man mano che le esperienze di più alto livello arriveranno, potrai decidere di cassare o di rendere marginali quelle che non corrispondono più al tuo modo attuale di essere e, soprattutto, a quello che vuoi diventare.alcoholic-beverages-bar-bartender-1267257

Ricorda l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

Per finire, occorre autorizzare chi riceve il CV al trattamento dei dati coperti e tutelati dalla legge sulla Privacy italiana e dal GDPR (in inglese General Data Protection Regulation), in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea dal 25 maggio 2018. Grazie a questa autorizzazione il datore di lavoro può usare i dati presenti nel CV (ad es. nome, cognome, email, contatto telefonico ecc.) per procedere con le fasi successive della selezione oppure può conservarli in vista di future ricerche di lavoro.

Una versione sintetica è la seguente: “Autorizzo il trattamento dei dati personali contenuti nel mio curriculum vitae in base all’art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e all’art. 13 GDPR 679/16.”

Manifesta il tuo destino: adesso non ti resta che provare a scrivere, riscrivere o aggiornare il tuo Curriculum Vitae (QUI puoi trovare un valido aiuto), restando così sempre pronto a cogliere la prossima opportunità!

Tanta gioia a Te,

Gioia

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