Own your first page!

Okay, adesso non fare il purista perché ho scritto il titolo in inglese. Suona meglio, è più efficace che in italiano. Il senso è: “possiedi la tua prima pagina”, “abbine il controllo”.
Ma di che pagina stiamo parlando? Di Google.

Sì, perché se sei almeno un po’ ‘social’, ossia se è da un po’ che usi i social media, è probabile che tu abbia lasciato diverse tracce su Internet.
OWNING YOUR FIRST PAGE, avere il controllo della prima pagina di Google, significa che i risultati della ricerca relativa alla tua persona che compaiono nella prima schermata devono essere qualcosa di positivo, che rimandino un’immagine di te pulita, professionale. Perché al giorno d’oggi è da qui che comincia la valutazione di te.

Che si tratti di un professionista delle risorse umane curioso di conoscerti meglio, che sia un potenziale cliente che sta decidendo se sei la persona che fa per lui, che sia una persona cui interessi per altre ragioni ed è a conoscenza del tuo nome e cognome… beh, è fondamentale che tu abbia il controllo di cosa viene fuori in prima pagina. Il personal branding – ossia gestire la propria immagine come un ‘prodotto di marca’ da promuovere nel modo migliore, è un’attività apparentemente superflua, ma in realtà importante.

Puoi sapere che immagine stai dando di te ‘googolando’ il tuo nome e cognome, ossia facendo la ricerca su Google.

Esempio: Gioia Magliozzi – about 23.000 results in 0.23 seconds.

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… Fatto? Com’è andata?

Ti sei vergognato di qualcosa? Accidenti! Bisogna correre ai ripari.
Non è venuto fuori quasi niente? La mia opinione è che, se sei un professionista, un manager o se svolgi un’attività nel settore dei servizi, pubblici e non, del commercio ecc.,  se non c’è nulla di te su Google vuol dire che stai donando poco di te al mondo. Quando cerco informazioni su persone del mio settore e non trovo nulla, mi insospettisco e dò loro poco credito. Ma ognuno è libero di fare quel che preferisce.

Se invece c’è davvero qualcosa di inutile o fastidioso e vuoi liberartene, cerca di comprenderne l’origine: spesso si tratta dei tuoi stessi post di Facebook, Instagram e Twitter, catturati in maniera random e immortalati per un periodo. Hai una chance di farli fuori se li vai a cancellare direttamente dalle tue pagine: dopo qualche giorno verranno sostituiti da contenuti più recenti e – a questo punto – più ponderati.

Sono commenti a blog? Più difficile eliminarli, ma non impossibile: scrivi al blogger e chiedi la cortesia di cancellare il tuo commento per motivi di privacy. Non ti diranno di no. Tuttalpiù, il sito è defunto e il commento resterà in eterno. Ma ancora si può fare qualcosa: far ‘scalare’ il risultato di ricerca sempre più in basso, immettendo contenuti intelligenti che si vadano a piazzare più in alto nella pagina, fino a far transitare le ‘brutture’ come minimo in seconda.

In generale è proprio questa la chiave per possedere la prima pagina: apri tutti i profili social, YouTube o blog che riesci a gestire, condividendo attraverso essi materiale utile, anche spiritoso ma pulito (che parli di te in modo positivo, insomma!); iscriviti a piattaforme di corsi on-line, di condivisione foto gratuite (e non c’è bisogno poi di contribuire, basta registrarsi), di associazioni varie e vedrai che con un po’ di pazienza avrai il controllo della tua prima pagina.

Poi, è come un giardino che va coltivato, controllandolo regolarmente ed estirpando la gramigna. Personalmente ho più foto di quante ne vorrei, su Google: mi sono accorta troppo tardi che esistono degli aggregatori di foto IG che, attraverso i geotag, specie di locali, catturano le foto pubblicate sui social ed è praticamente impossibile cancellarle, anche andandole ad eliminare dalle tue pagine.

Insomma, per avere una adeguata presenza online senza controindicazioni per la tua immagine, occorre soltanto un po’ d’attenzione.

Personalmente mi domando sempre, prima di postare qualcosa, cosa penserebbero di me, in base alla qualità dei miei contributi:

  1. mia madre 🙂
  2. la persona per me più importante a lavoro
  3. una persona che di me non sappia assolutamente nulla.

E adesso, buon divertimento!

Tanta gioia a Te,

Gioia

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