Conversazioni difficili

Buon ascolto!

Tanta gioia a te.

Gioia

 

 

Pubblicato da Gioia Magliozzi | Life & Career Coach | Reconnective Healing® Foundational Practitioner

I'm a Life & Career Coach, member of AICP (Associazione Italiana Coach Professionisti) and a Reconnective Healing® Foundational Practitioner. After more than 20 years of experience in the Corporate field, initially in Communication (cinema & TV), then in the aviation sector (I deal with International Projects and Partnerships at ENAV), I embraced the profession of coach and of RH practitioner to realize my dream of all time: to positively affect people's lives. My mission is to accompany people on the journey towards the full expression of their potential and a high quality of personal and professional life. Among my favourite tools: Personal Branding, Presentation Skills and Public Speaking strategies. Alongside a degree in foreign languages ​​and literature and a postgraduate course in Economics and Business Management, I obtained a Master in Life & Career Coaching and the certification as a Reconnective Healing® Foundational Practitioner. Member of the International Society of Female professionals. I'm a mother of two teenagers, which is the biggest challenge of all.

One thought on “Conversazioni difficili

  1. Signora Gioia, si riguardi e guardi intorno a se, ciò che sta fuori di se, perché ciò che cerca in se non c’è, perché è fuori di se. Ha notato la scenografia che la circonda? La sua tecnologia automobilistica è perfetta e clinicamente sterile. Non presenta macchie, usura alcuna, neanche il giubbotto in pelle o borsa sono indice di sterilità creativa

    – L’abito, il i trucco, la moderazione di guida impostata come la voce priva di accenti,, ma che, le vocale finale echeggia: ” stamatinaaaaa,… è domenicaaaa …ecc denotano uno stato di riflessione in quella cantilena distante dalla parola successiva e che deve raggiungere in quanto slacciata da una riflessione improvvisata che denota due mete: quella passata del figlio che le genera il dubbio sospeso tenendola agganciata e quella futura prossima del lavoro che l’attende.
    Quindi durante la sua riflessione pubblica, la macchina sta andando in avanti mentre la mente sua è rimasta indietro. Quella bidirezionalità la mette sotto stress, e a riprova, a fare la spia, è il taglio dei suoi capelli che presenta (rispetto l’abitacolo tecnologico dell’auto ) una crescita disordinata, abbandonata e uno sfilacciamento terminale che evidenzia uno stato di stress e che le perdura da parecchio tempo.

    Quando dice: ” mi sono travata davanti un essere totalmente non collaborativo, anzi, oppositivo” ci presenta un figlio Alieno che vorrebbe programmabile ad ogni suo comando, imponendo nel mutuo rapporto una sudditanza manageriale da efficienza aziendale unilaterale fuori luogo, e che, se disobbedita, le fa scattare quella intolleranza che descrive nella “perdita della pazienza” denotando un basso tasso di tolleranza nei confronti di un figlio che lo vive, estraneo, Alieno, quando contemporaneamente strizza gli occhi con scatto iroso, pronto a trasformarsi in sberla, o cacciarlo dalla mente appunto perché divenutogli Alieno.

    Questo suo comportamento è simile in molte donne che per ragioni Capitali o di orgoglio di appartenenza, vive in due mondi contrapposti: la Casa e l’Azienda, ed essendo incapaci di tenerli separati per ragioni di sudditanza economica o d’amore, la psiche genera due personalità nell’io con le quali si generano i colloqui immaginari per le risposte prontamente ambientate all’accettazione o alla supremazia.

    Quindi, quando si avvia verso il mondo del “dovere” gratificante, come tutti gli animali che quando lasciano provvisoriamente la tana per la ricerca del cibo, le femmine, prima di uscire, sgrida o morde i cuccioli per paura che escano dalla tana mettendo a rischio la vita, il compito di matematica è la punizione che suo figlio riceve per non abbandonare la casa. Ecco gli occhi strizzati che fanno la spia sul limitare della “pazienza” ed è. ciò che latente. dentro deve soffocare a vantaggio del bell’aspetto o apparire.

    Gli “obbiettivi” industriali li tenga lontani dalla casa, altrimenti i figli si pongono diversamente obiettivi.

    Tornare indietro le costava molto per dire al ragazzo “scusami , la mamma si è dimenticata prima di uscire di darti il bacio d’amore”.. un bacio, un sorriso e poi via al lavoro.
    Quei baci restano impressi, presentandoti il “compito di matematica” per il bacio d’amore e coccole del ritorno, elogiando il suo risultato, raccontandogli il tuo.

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