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Gli antichi Romani credevano che nel nome di una persona fosse indicato il suo destino. Nomen omen, alla lettera, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome”.

Questo vale anche per i nomi delle cose: secondo Giustinianonomina sunt consequentia rerumi nomi sono conseguenza delle cose cui appartengono, sono suggeriti da esse stesse.

Molti filosofi oggi affermano che la realtà così come la vediamo è tale non perché la formano le cose del mondo, ma perché la forma l’uomo nella sua mente quando dà nome e senso a tutte quelle cose.

Ed eccoci al punto: la relazione tra il pensiero e la parola è intimissimo, e il nome è la parola per eccellenza.

Qualunque cosa o situazione a cui pensiamo intensamente, esprimendola a parole nel nostro incessante monologo interiore, è ciò che otteniamo e che manifestiamo nella nostra vita.

Diventiamo quello a cui pensiamo. La nostra energia va a ciò cui diamo più attenzione.

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Questo vale sia in senso positivo che negativo, per le cose piccole e per le problematiche più importanti.

Hai mai notato che se ti alzi con ‘il piede sbagliato’, ossia ti svegli con uno stato d’animo negativo, tutto quello che fai quel giorno va quasi sicuramente storto? In psicologia si parla di “self-fulfilling prophecies”: profezie che si autoavverano.

Ciò avviene perché la nostra mente subconscia va alla ricerca, nella realtà circostante, di segnali che confermino la veridicità del pensiero che ha formulato. Per fortuna, possiamo decidere di guidare questo processo per manifestare nella vita pensieri, e quindi ‘cose’, positivi.

E allora, ricordiamolo sempre: i ‘nomi’, ossia le parole, diventano la nostra realtà. Handle with care.

La parola è magia.

Nomen omen.

 

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