Motivazione… a basso costo

Buongiorno a tutti!

Premetto che NON faccio parte del gruppo di persone che sono dimagrite durante il lockdown.

Non saprei a quanto ammontano le conquistate rotondità, poiché non uso la bilancia pesapersone dal 2016, però ho un KPI (key perfomance indicator) inequivocabile: il numero di ‘buchi di cellulite’ (piccole depressioni sulla pelle n.d.r.), lato B a destra.

Detto questo…

Un paio di giorni fa, scorrendo Instagram, mi compare una pagina sponsorizzata, “Eat & Fit”, che pontifica: “Sei stanca di diete che non funzionano e del tuo programma di allenamento?” (Quale? penso io, refrattaria a qualunque tipo di esercizio fisico).

Bla bla, fai il test, inserisci il peso attuale, quello desiderato, l’età, i cibi che vorresti nella lista della spesa, quelli che non vorresti (e io lì che pensavo: tanto posso non arrivare alla fine del processo e quindi non pagare. Giusto per vedere com’è strutturato questo e-commerce).

E ancora: quanto tempo puoi dedicare alla cucina? Meno di mezz’ora, fino a un’ora, due ore ecc. Io, felicissima: “Un quarto d’ora mi pare ragionevole”.

Ti manderemo il piano alimentare per due mesi, con ricette esclusive e lista della spesa, insieme agli esercizi da compiere quotidianamente. A soli 19,99 invece che 39,99.

Va be’. Per 20 euro. A volte avere una struttura mi motiva: qualcosa da seguire, cui conformarsi, cui appoggiarsi acriticamente, in cui confidare. Sono convinta sia una valvola di sfogo perché il 99% del tempo sono autodeterminata, responsabile e con una forte volontà.

Dai, che domani vado a fare la spesa e comincio la dieta alla grande.

Vai al carrello (del sito, intendo). Clic, clac, PayPal, sbam: file di 59 pagine in posta elettronica. Apro fiduciosa.

Giorno 1

COLAZIONE: Pancake di farina di mais alle pere e noci (con semi di lino macinati e pasta di semi di vaniglia…)

PRANZO: Pasta con tacchino, broccoli e hummus.

CENA: Insalata greca con uova di quaglia.

Il tutto condito con coriandolo, cumino, paprika, curcuma, olio di cocco, olio di semi di sesamo tostati, succo di mela e chi più ne ha, più ne metta.

Chiudo il file. Una catastrofe.

Mi sono messa a ridere per l’ingenuità: perché mai avevo immaginato che una dieta bilanciata di un programma evidentemente non italiano dovesse avere un menù simile al nostro?

Però ho pensato: okay, adesso facciamo che non ho buttato questi 20 euro, Domani vado a fare la spesa per come me l’ero immaginata e curerò i pasti per come immaginavo dovesse fare questo piano alimentare. E lo sto facendo!

Ho persino iniziato a scrivere un diario alimentare, cioè a segnarmi cosa ho mangiato nei vari pasti della giornata, per vedere gli effetti sul fisico il giorno dopo.

Sembra una follia: se sapevi esattamente cosa occorreva fare per metterti in azione, perché diavolo hai cercato un appoggio esterno e hai buttato quei soldi?

Perché se è vero che tutte le risposte sono già dentro di noi, a volte ci vuole un aiutino esterno per farle venire fuori.

E in questo caso sono bastati 20 euro in motivazione.

Un abbraccio e tanta gioia a te.

Gioia

Operazione LinkedIn

Occhio: questo post può avere divertenti controindicazioni per chi fa uso di LinkedIn.

Come già detto nel post Own your first page!, il personal branding – ossia curare e promuovere la propria immagine (prima di tutto online) – è molto importante per il business e la carriera. È un po’ come mettersi sul mercato nella nostra miglior veste e ‘vendersi bene’ dal punto di vista della propria reputazione a 360°.

Ma quale fra i Social Media è meglio di LinkedIn per crearsi una vetrina e un network prettamente professionali?

Non a caso, proprio su questo social noi troviamo il Social Selling Index (SSI), un indice che misura l’efficacia del nostro profilo nell’uso di LinkedIn stesso ai fini della vendita (materiale o metaforica, a seconda che abbiamo un prodotto o servizio ‘cedibile’ o piuttosto vogliamo semplicemente mostrarci al top ai fini di un eventuale avanzamento professionale).

E allora, se sei iscritto a LinkedIn, per scoprire se e quanto sei bravo a vendere il tuo brand hai a disposizione uno strumento utile e divertente: la dashboard che analizza il tuo Social Selling Index (SSI).

Fai una prova subito CLICCANDO QUI!

Per tua conoscenza, il link scritto per esteso è https://www.linkedin.com/sales/ssi

Ebbene… Fatto? Com’è andata? A che percentuale sei?

Come noterai, la dashboard ci offre 4 punteggi per misurare (in 25esimi) il nostro SSI:

  • Creare il tuo brand professionale
  • Trovare le persone giuste
  • Interagire con informazioni rilevanti
  • Costruire relazioni.

Personalmente ho avuto una batosta 😀

Questo deriva dal fatto che ho una doppia anima: aviazione e coaching, per cui la mia rete è un vero casino di persone e informazioni apparentemente incoerenti. Io ho rinunciato a volere un SSI fra i top ma, se tu volessi sfidarti a migliorarlo, magari mettendoti in competizione coi top del tuo settore, potresti fare una serie di azioni:

Creare il tuo brand in modo professionale

Intanto, ti devi presentare con un profilo completo. Inserisci tutti i dati richiesti, cerca di dare tutte le informazioni possibili e prova a richiedere ai componenti della tua rete conferme sulle tue skills e competenze.

Trovare le persone giuste

Il numero assoluto dei follower è importante, ma incide soprattutto avere contatti e relazioni con le persone giuste per il tuo business, ossia in target con il tuo profilo.

Per fare questo devi avere costanza nell’uso di LinkedIn, visitando e facendo richiesta di collegamento a persone della tua ‘industria’.

Interagire con informazioni rilevanti

Scrivere cose interessanti e pertinenti al tuo business fa crescere la tua autorevolezza e la tua visibilità: condivisioni, commenti, messaggi inviati e relativo tasso di risposta andranno a comporre quest’indice.

Costruire relazioni

Quindi per aumentare il punteggio del Social Selling Index o SSI di LinkedIn, devi rafforzare la tua rete partecipando alle attività dei tuoi contatti condividendo, mettendo like e commentando.

Altro elemento importante è quello di partecipare alla vita dei gruppi di tuo interesse.

La dashboard offre diversi altri parametri per verificare il tuo posizionamento e giocare ad accrescerlo, se ti va.

Tutto chiaro?

E allora, buon divertimento!

Tanta gioia a Te,

Gioia

Riflessioni silenziose

Da quando l’ho conosciuta, me ne sono innamorata. L’ho fatta mia. Non sono passati poi così tanti anni, da allora.

Eravamo entrambe su Wikipedia, e l’ho vista. La parola resilienza. 

Resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento.

Solo per fare qualche esempio:

  • In ecologia e biologia, la resilienza è la capacità di una materia vivente di autoripararsi dopo un danno, o quella di una comunità o di un sistema ecologico di ritornare al suo stato iniziale, dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che ha modificato quello stato.
  • In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia in conseguenza delle deformazioni elastiche e plastiche fino alla sua rottura.
  • In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici.
  • Nel risk management, la resilienza è la capacità intrinseca di un sistema di modificare il proprio funzionamento prima, durante e in seguito ad un cambiamento o ad una perturbazione, in modo da poter continuare le operazioni necessarie sia in condizioni previste che in condizioni impreviste.

Già avete capito dove voglio arrivare. La fase 2. Ma lascio a voi le riflessioni – non mi sento abbastanza saggia da dire agli altri cosa debbano pensare o provare. Stiamo già dimostrando una grande resilienza, in termini di comunità. L’augurio è che ciascuno la stia manifestando nella propria vita personale e continui a farlo…

Ti lascio quindi con un augurio sincero di autoriparare ogni singolo aspetto della tua vita, ecologico (laddove nel coaching si intende il contesto famigliare e sociale in cui siamo inseriti), psicologico e finanziario.

Buona fase 2!
Tanta gioia a Te,
Gioia
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