Considero valore

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto, un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente
e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

(da Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi, 2002)

Stamattina guidavo e, come sempre, quando guido a lungo, entro in uno stato ‘ricettivo’. A un certo punto ho ricevuto un download di pensiero. Due parole: ‘considero valore’, riemerse dalle nebbie degli anni di Università o poco più.

Limite di velocità 80 km/h con autovelox, sulla Via dei Monti Lepini. Per me è come stare fermi. Google, considero valore, Erri De Luca.


Erri-De-Luca

Mi emoziona più di prima, questa poesia. A distanza di anni, inoltre, la leggo con un’attenzione diversa.

I VALORI DETERMINANO LE NOSTRE SCELTE.

Quali sono i tuoi valori guida? Cos’è importante per te?

Prova a scriverli, ricordando che esistono VALORI MEZZO e VALORI FINE. Noi dobbiamo arrivare a cogliere l’essenza, ai VALORI FINE. Quelli per spiegare i quali non vi è altra parola possibile, o per i quali non vi è chiarezza più evidente nella pancia.

Ad esempio, Erri considera valore ogni forma di vita, così come ogni componente inanimata dell’ambiente e dell’Universo. Questi sono quindi alcuni dei suoi valori mezzo.

– Erri, quei valori come ti fanno sentire? Cosa provi riguardo a quei valori mezzo?

– Eh, Giò, questi valori mi fanno sentire felice e fortunato di essere al mondo.

– Cosa intendi esattamente per felice e fortunato? Cosa provi quando ti senti felice e fortunato di vivere?

– Eh, Giò. Gratitudine.

GRATITUDINE. L’ultimo anello di questa catena… Ecco un VALORE FINE di Erri.

– Erri, consideri valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato: come mai metti insieme elementi così diversi?

– Giò, qua parlo del valore delle scelte e del cammino individuale di ognuno. Tutti cammini diversi perché la vita è vita e ognuno ha la sua, e tutte le vite sono degne e piene di significato!

– Erri, e tu cosa provi rispetto a questo concetto che tutte le vite sono degne e piene di significato? Come ti fa sentire?

– Giò, libero. Mi fa sentire libero e ‘a posto’. E mi fa amare tutti gli altri.

– Erri, cosa ti dà sentirti libero e amare tutti?

– La libertà!

LIBERTÀ: un altro VALORE FINE di Erri.

P.S.: Erri, La prego di non invocare per me il T.S.O. Sentiamoci prima :-).

Manifesta il tuo destino: Quali sono i tuoi valori? Cos’è importante, per te, in questo momento? Una volta che li avrai chiariti disporrai di uno strumento efficace per aiutarti nelle decisioni difficili, semplicemente chiedendoti se la scelta risponde a quei valori o se te ne allontana.

Tanta gioia a Te,

Gioia

 

Biografia di Erri De Luca.

Erri De Luca nasce a Napoli il 20 maggio 1950. A diciotto anni si trasferisce a Roma dove entra nel movimento politico Lotta Continua, divenendone uno dei dirigenti attivi durante gli anni Settanta.In seguito svolge diversi mestieri umili spostandosi molto, sia in Italia che all’estero.Durante la guerra nei territori della ex-Jugoslavia è autista di convogli umanitari destinati alle popolazioni sofferenti.Come autodidatta approfondisce lo studio di diverse lingue; tra queste c’è l’ebraico antico, dal quale traduce alcuni testi della Bibbia. Lo scopo delle cosiddette “traduzioni di servizio” di Erri – apprezzate anche dai più eminenti specialisti del settore – non è quello di fornire un testo biblico in lingua accessibile oppure elegante, bensì di tradurlo nella maniera più aderente possibile all’originale ebraico.

Come scrittore pubblica il suo primo libro nel 1989, quando ha quasi quarant’anni: il titolo è “Non ora, non qui” e si tratta di una rievocazione della propria infanzia trascorsa a Napoli. Negli anni successivi pubblica numerosi libri. Dal 1994 al 2002 i suoi lavori vengono regolarmente tradotti in lingua francese.

Erri De Luca è anche collaboratore di diverse importanti testate giornalistiche tra cui “La Repubblica”, “Il Corriere Della Sera”, “Il Manifesto”, “L’Avvenire”. Oltre ad essere opinionista è anche un appassionato reporter sul tema della montagna: De Luca è infatti molto conosciuto nel mondo dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva. Nel 2002 è il primo ultracinquantenne a superare una parete con grado di difficoltà 8b, alla Grotta dell’Arenauta di Sperlonga (8b+). Nel 2005 compie una spedizione sull’Himalaya con l’amica Nives Meroi, che poi narra nel libro “Sulla traccia di Nives”.

Erri De Luca è uno straordinario e prolifico scrittore: tra poesie, saggi, narrativa e testi teatrali ha scritto e pubblicato oltre 60 opere.

 

Own your first page!

Okay, adesso non fare il purista perché ho scritto il titolo in inglese. Suona meglio, è più efficace che in italiano. Il senso è: “possiedi la tua prima pagina”, “abbine il controllo”.
Ma di che pagina stiamo parlando? Di Google.

Sì, perché se sei almeno un po’ ‘social’, ossia se è da un po’ che usi i social media, è probabile che tu abbia lasciato diverse tracce su Internet.
OWNING YOUR FIRST PAGE, avere il controllo della prima pagina di Google, significa che i risultati della ricerca relativa alla tua persona che compaiono nella prima schermata devono essere qualcosa di positivo, che rimandino un’immagine di te pulita, professionale. Perché al giorno d’oggi è da qui che comincia la valutazione di te.

Che si tratti di un professionista delle risorse umane curioso di conoscerti meglio, che sia un potenziale cliente che sta decidendo se sei la persona che fa per lui, che sia una persona cui interessi per altre ragioni ed è a conoscenza del tuo nome e cognome… beh, è fondamentale che tu abbia il controllo di cosa viene fuori in prima pagina. Il personal branding – ossia gestire la propria immagine come un ‘prodotto di marca’ da promuovere nel modo migliore, è un’attività apparentemente superflua, ma in realtà importante.

Puoi sapere che immagine stai dando di te ‘googolando’ il tuo nome e cognome, ossia facendo la ricerca su Google.

Esempio: Gioia Magliozzi – about 23.000 results in 0.23 seconds.

Fai una prova tu stesso, adesso! CLICCA QUI

… Fatto? Com’è andata?

Ti sei vergognato di qualcosa? Accidenti! Bisogna correre ai ripari.
Non è venuto fuori quasi niente? La mia opinione è che, se sei un professionista, un manager o se svolgi un’attività nel settore dei servizi, pubblici e non, del commercio ecc.,  se non c’è nulla di te su Google vuol dire che stai donando poco di te al mondo. Quando cerco informazioni su persone del mio settore e non trovo nulla, mi insospettisco e dò loro poco credito. Ma ognuno è libero di fare quel che preferisce.

Se invece c’è davvero qualcosa di inutile o fastidioso e vuoi liberartene, cerca di comprenderne l’origine: spesso si tratta dei tuoi stessi post di Facebook, Instagram e Twitter, catturati in maniera random e immortalati per un periodo. Hai una chance di farli fuori se li vai a cancellare direttamente dalle tue pagine: dopo qualche giorno verranno sostituiti da contenuti più recenti e – a questo punto – più ponderati.

Sono commenti a blog? Più difficile eliminarli, ma non impossibile: scrivi al blogger e chiedi la cortesia di cancellare il tuo commento per motivi di privacy. Non ti diranno di no. Tuttalpiù, il sito è defunto e il commento resterà in eterno. Ma ancora si può fare qualcosa: far ‘scalare’ il risultato di ricerca sempre più in basso, immettendo contenuti intelligenti che si vadano a piazzare più in alto nella pagina, fino a far transitare le ‘brutture’ come minimo in seconda.

In generale è proprio questa la chiave per possedere la prima pagina: apri tutti i profili social, YouTube o blog che riesci a gestire, condividendo attraverso essi materiale utile, anche spiritoso ma pulito (che parli di te in modo positivo, insomma!); iscriviti a piattaforme di corsi on-line, di condivisione foto gratuite (e non c’è bisogno poi di contribuire, basta registrarsi), di associazioni varie e vedrai che con un po’ di pazienza avrai il controllo della tua prima pagina.

Poi, è come un giardino che va coltivato, controllandolo regolarmente ed estirpando la gramigna. Personalmente ho più foto di quante ne vorrei, su Google: mi sono accorta troppo tardi che esistono degli aggregatori di foto IG che, attraverso i geotag, specie di locali, catturano le foto pubblicate sui social ed è praticamente impossibile cancellarle, anche andandole ad eliminare dalle tue pagine.

Insomma, per avere una adeguata presenza online senza controindicazioni per la tua immagine, occorre soltanto un po’ d’attenzione.

Personalmente mi domando sempre, prima di postare qualcosa, cosa penserebbero di me, in base alla qualità dei miei contributi:

  1. mia madre 🙂
  2. la persona per me più importante a lavoro
  3. una persona che di me non sappia assolutamente nulla.

E adesso, buon divertimento!

Tanta gioia a Te,

Gioia

Motivazione… a basso costo

Buongiorno a tutti!

Premetto che NON faccio parte del gruppo di persone che sono dimagrite durante il lockdown.

Non saprei a quanto ammontano le conquistate rotondità, poiché non uso la bilancia pesapersone dal 2016, però ho un KPI (key perfomance indicator) inequivocabile: il numero di ‘buchi di cellulite’ (piccole depressioni sulla pelle n.d.r.), lato B a destra.

Detto questo…

Un paio di giorni fa, scorrendo Instagram, mi compare una pagina sponsorizzata, “Eat & Fit”, che pontifica: “Sei stanca di diete che non funzionano e del tuo programma di allenamento?” (Quale? penso io, refrattaria a qualunque tipo di esercizio fisico).

Bla bla, fai il test, inserisci il peso attuale, quello desiderato, l’età, i cibi che vorresti nella lista della spesa, quelli che non vorresti (e io lì che pensavo: tanto posso non arrivare alla fine del processo e quindi non pagare. Giusto per vedere com’è strutturato questo e-commerce).

E ancora: quanto tempo puoi dedicare alla cucina? Meno di mezz’ora, fino a un’ora, due ore ecc. Io, felicissima: “Un quarto d’ora mi pare ragionevole”.

Ti manderemo il piano alimentare per due mesi, con ricette esclusive e lista della spesa, insieme agli esercizi da compiere quotidianamente. A soli 19,99 invece che 39,99.

Va be’. Per 20 euro. A volte avere una struttura mi motiva: qualcosa da seguire, cui conformarsi, cui appoggiarsi acriticamente, in cui confidare. Sono convinta sia una valvola di sfogo perché il 99% del tempo sono autodeterminata, responsabile e con una forte volontà.

Dai, che domani vado a fare la spesa e comincio la dieta alla grande.

Vai al carrello (del sito, intendo). Clic, clac, PayPal, sbam: file di 59 pagine in posta elettronica. Apro fiduciosa.

Giorno 1

COLAZIONE: Pancake di farina di mais alle pere e noci (con semi di lino macinati e pasta di semi di vaniglia…)

PRANZO: Pasta con tacchino, broccoli e hummus.

CENA: Insalata greca con uova di quaglia.

Il tutto condito con coriandolo, cumino, paprika, curcuma, olio di cocco, olio di semi di sesamo tostati, succo di mela e chi più ne ha, più ne metta.

Chiudo il file. Una catastrofe.

Mi sono messa a ridere per l’ingenuità: perché mai avevo immaginato che una dieta bilanciata di un programma evidentemente non italiano dovesse avere un menù simile al nostro?

Però ho pensato: okay, adesso facciamo che non ho buttato questi 20 euro, Domani vado a fare la spesa per come me l’ero immaginata e curerò i pasti per come immaginavo dovesse fare questo piano alimentare. E lo sto facendo!

Ho persino iniziato a scrivere un diario alimentare, cioè a segnarmi cosa ho mangiato nei vari pasti della giornata, per vedere gli effetti sul fisico il giorno dopo.

Sembra una follia: se sapevi esattamente cosa occorreva fare per metterti in azione, perché diavolo hai cercato un appoggio esterno e hai buttato quei soldi?

Perché se è vero che tutte le risposte sono già dentro di noi, a volte ci vuole un aiutino esterno per farle venire fuori.

E in questo caso sono bastati 20 euro in motivazione.

Un abbraccio e tanta gioia a te.

Gioia

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